Nel periodo che va dell’800 al 1066 d.C. la Norvegia vide una significante espansione. Durante questo periodo (considerato nella storia della Norvegia come età vichinga) i norvegesi, così come gli svedesi e i danesi, viaggiarono a bordo delle loro navi solcando i mari come mercanti, esploratori, coloni e predoni. I raid vichinghi afflissero gran parte dell’Europa. I vichinghi provenienti dalla norvegia viaggiarono prevalentemente verso l’ovest e avevano come obiettivo l’Inghilterra e l’Irlanda. Coloro che emigrarono dalla Norvegia colonizzarono le Shetland, le Orcadi, le Ebridi. A questo punto è d’obbligo fare una piccola precisazione: queste isole non erano del tutto disabitate in quegli anni, ma le popolazioni locali non riuscirono a fornire un’adeguata resistenza e ben presto i vichinghi norvegesi sfruttarono gli arcipelaghi come basi per le invasioni in Scozia e in Irlanda. Stesso discorso vale per le isole Faeröer e l’Islanda: le prime furono progressivamente abbandonate dagli eremiti che vi abitavano, i quali furono costretti a lasciare quelle terre a causa degli invasori. La colonizzazione tuttavia non avvenne in modo improvviso, fu, bensì, il frutto di anni di afflusso casuale e discontinuo, un movimento che ebbe inizio ben prima di Harald Bellachioma, ma che conobbe un progressivo aumento grazie proprio alla tirannia del sovrano norvegese. L’Islanda invece sembra fosse abitata solo da pochi cristiani irlandesi che, secondo quanto riferisce l’Íslendingabók(1), abbandonarono subito quelle terre per non vivere a contatto con i pagani. Da qui colonizzarono la Groenlandia in un primo momento e viaggiarono fino le coste del Nord America poi, dove resti di abitazioni vichinghe sono stati trovati in Terranova. Cosa certa è che il flusso di migrazione verso le varie isole ha come comune denominatore l’unificazione dei territori norvegesi da parte del re Harald: rimase così impresso nella memoria delle persone che i re norvegesi fino a re Olav IV (che morì nel 1387) si proclamavano suoi discendenti. Dopo la morte di Harald l’unità del reame venne meno e per il secolo successivo il reame venne governato nel modo più vario possibile, interamente o in parte dai discendenti di re Harald stesso o da jarl sotto la “supervisione” della Danimarca, come vedremo in seguito.

Alcuni lavori storici conosciuti come Saghe dei re(2), furono scritti in Norvegia e Islanda durante il 12° e 13° secolo; il più famoso tra loro è senza dubbio l’Heimskringla scritta da Snorri Sturluson nel 1220 d.C. Quest’opera ci fornisce le fonti principali cui attinge la storia norvegese. Ad ogni modo la sua veridicità è incerta e ancora oggi è oggetto di disputa tra gli storici moderni. Le storie riguardanti il periodo più antico sono in parte leggendarie e difficilmente possono essere prese in seria considerazione come fonti storiche.

L’epoca vichinga coincide con la prima consolidazione della Norvegia come singolo reame. Norvegia, che significa letteralmente “la via del nord”, fu unificata per la prima volta nell’880 circa da Harald Bellachioma, re del Vestfold, nella battaglia di Hafrsfjord, vicino a Stavanger. Questa unificazione include solo il sud del paese, e in particolare i distretti costieri e i fiordi, ma assolutamente non il nord. Harald morì probabilmente attorno al 930 d.C.; suo figlio Erik Blodøks è stato il suo successore alla guida del regno, ma fu spodestato rapidamente dopo la morte del padre a causa della rigidità delle sue regole. Erik, quindi, guidò delle spedizioni vichinghe ad ovest e per ben due volte fu re di York, ma fu cacciato e ucciso nel 954 d.C. quando l’Inghilterra del nord finì sotto la corona inglese. Durante questo periodo il Cristianesimo venne introdotto in Norvegia, probabilmente la maggior parte del lavoro lo fecero le isole Britanniche. In termine di organizzazione ecclesiastica, la Norvegia fece parte dell’arcidiocesi di Brema fino al 1152 o il 1153. Il primo re norvegese ad essersi convertito al cristianesimo è stato il figlio di Harald Bellachioma, nonchè fratello di Erik, Hákon Aðalsteinsfostri (significa “figlio adottivo di Athelstan”: è stato cresciuto dal re inglese Athelstan). Nonostante Hákon fosse cristiano lasciò che i norvegesi mantenessero la loro antica religione e perseguì una politica cauta, in parte mantenendo un buon rapporto con l’autorevole Jarl Sigurd del Trøndelag, che risiedeva a Lade, vicino Throndheim. Hákon regnò dal 934 al 961 d.C. circa, anno in cui morì in una battaglia contro un’alleanza tra i figli di Erik Blodøks e i Danesi. Nella decade a seguire la Norvegia finì sotto la forte influenza danese per mezzo del figlio di Erik, Harald Gráfell (mantello grigio). Il suo potere sembra fosse concentrato nella Norvegia meridionale, e il controllo del Trøndelag e delle proficue tratte commerciali del nord passò inosservato ai suoi occhi per la maggior parte della sua sovranità. Nel 960 d.C. uccise lo Jarl Sigurd, che fu succeduto dal figlio Jarl Hákon. Dieci anni dopo il re fu ucciso da un’alleanza tra l’armata danese e gli uomini di Hákon del Trøndelag. Negli anni successivi lo Jarl Hákon fu l’uomo più potente della Norvegia, ma all’inizio dovette sottomettersi alla sovranità danese del re Harald Bluetooth; attorno al 995 d. C. fu ucciso da uno schiavo. A quel tempo Olaf Tryggvason fece il suo ritorno in Norvegia con parecchio argento per merito delle fortunate spedizioni vichinghe in Inghilterra e altrove, e divenne re. Trøndelag divenne la sua base e in pochi anni riuscì a detenere la sovranità lungo la costa, dal sud fino all’Hálogaland su al nord. Olaf era un re cristiano e cominciò una fervente e sistematica attività missionaria. Durante il ritorno dalle coste sud del Mar Baltico nell’anno 1000 d.C. fu ucciso nella battaglia di Svöld (la cui locazione è ancora ignota) per mano di un’alleanza tra lo Jarl Erik figlio di Hákon, il re danese Svein Forkbeard e il re svedese Olof Skötkonung.
Re Svein Forkbeard regnò quindi in Norvegia con i due figli dello Jarl Hákon, cioè Erik e Svein, come suoi fedeli Jarl; Olof Skötkonung probabilmente prese Ranrike sulla costa est del fiordo di Oslo. L’unità del regno andò perduta e non è chiaro chi regnasse cosa e in che modo. Nel 1014 d.C. lo Jarl Erik prese parte alla conquista dell’Inghilterra e nel 1017 d.C. divenne lo Jarl in Northumbria sotto Canuto il Grande.
Nel 1015 Olaf Haraldsson ritornò in Norvegia e divenne re, essendo stato impegnato per diversi anni in spedizioni vichinghe. Il processo di unificazione del regno e della conversione al cristianesimo con la forza ebbero di nuovo inizio. A differenza dei predecessori si curò di annettere sotto il suo dominio anche le regioni interne al paese e rafforzò la stretta della Norvegia sulle isole Orcadi e Shetland. È stato con tutta probabilità il primo re norvegese ad aver esteso il suo regno alle regioni interne della norvegia orientale, e ad aver regnato più o meno su quella che è l’attuale conformazione della Norvegia. Ma nel 1020 circa la relazione con i ricchi capitani della Norvegia settentrionale si deteriorò progressivamente e Canuto il Grande rivendicò la sovranità del paese. Arrivò in Norvegia con la sua flotta nel 1028 d.C.; Olaf era minacciato anche da un’armata di uomini del Trøndelag guidati dallo Jarl Hákon, figlio di Erik, e fuggì in Svezia, chiedendo rifugio al principe Yaroslav di Kiev. Hákon divenne così li Jarl di Canuto in Norvegia, ma poco dopo morì per annegamento in mare inglese. Nel 1030 d.C. Olaf fece ritorno ma durante l’estate (probabilmente il 29 luglio) morì in battaglia contro un’armata di Norvegesi a Stiklestad (Stiklastaðir), nei pressi di Throndheim. La sua morte in battaglia è considerata tradizionalmente una pietra miliare nella storia della cristianizzazione del paese, nonostante la religione non fosse uno dei punti cruciali ad essere messi in discussione durante quella battaglia. Dopo la sua morte Olaf venne onorato come un santo. Divenne il santo patrono della Norvegia e alla fine di quel secolo il cristianesimo fu l’unica religione autorizzata nel paese. In teoria i successivi re di Norvegia erano considerati come detentori del potere sul regno nelle veci di Sant’Olaf.
Durante lo stesso periodo Svein, il figlio illegittimo di Canuto il Grande, e sua madre inglese Alfiva assunsero il potere nella contea in nome di Canuto. Divennero altamente impopolari tuttavia, e i norvegesi si riunirono attorno al giovane figlio di San Olaf, Magnus, il quale rimase in Russia dal 1028 al 1035 d.C.. Svein Alfivason fuggì in Danimarca dove morì poco dopo. Il potere regale in Norvegia venne nuovamente fortificato sotto Magnus e dopo la morte di Harthacnut nel 1042 d.C. divenne anche re di Danimarca. A metà tra il 1040 e il 1050 d.C. il fratellastro di suo padre, Harald Harðráði, fece ritorno dalla Russia e Bisanzio con grandi ricchezze e pretese di condividere il trono Norvegese. Divenne l’unico sovrano del regno dopo che Magnus morì nel 1047, ma dovette rinunciare alla Danimarca. Harald Harðráði fu ucciso da re Harold Godwinsson nella battaglia di Stamford Bridge, quando tentò di conquistare l’Inghilterra nel 1066. È questo l’evento che generalmente segna la fine dell’epoca vichinga.

Bibliografia:

“The Vikings”
“I Vichinghi” di Johannes Brøndstedt