Nell’anno 865 d.C. un grande esercito vichingo invase l’Inghilterra.
La violenza che ne seguì inghiottì metà del paese e modificò il corso della storia britannica.
A capo dell’esercito vi era un misterioso e terribile signore della guerra, passato alla storia con il suo soprannome: Ivarr Senz’ossa.

Poco si conosce riguardo Ivarr dalle fonti storiche, ma nelle saghe scandinave egli emerge dalle ombre del medioevo a colori: un grande stratega militare ed un invasore guidato da spietata vendetta.
Ma le saghe sostengono inoltre che egli avesse solo come della cartilagine dove avrebbero dovuto essere le ossa. Potrebbe il soprannome di Ivarr suggerire che fosse fisicamente disabile?

Questo articolo prende in esame ciò che è noto sulla vita Ivarr ed esamina le prove riguardo il suo soprannome. Esso segue le sue vicende dalla Danimarca a Dublino e poi la sua invasione dell’Inghilterra, così come la sua incursione in Scozia.

GLI INIZI

La maggior parte delle informazioni che esistono su Ivarr inn beinlausi (Ivarr Senz’ossa) provengono dalla tradizione delle saghe scandinave. In particolare si tratta della Saga di Ragnarr, la storia che racconta le gesta di sua padre, il re danese Ragnarr Loðbrók (Brache di Cuoio) un famoso eroe vichingo che condusse il sacco di Parigi nel 845 d.C.
Queste saghe tendono a mescolare fatti storici con leggende e folklore, ma l’esistenza di Ivarr, figlio maggiore di Ragnarr, come figura storica non è in alcun dubbio. Le sue gesta sono registrate nei documenti storici contemporanei, ed è possibile rintracciare i suoi movimenti con relativa certezza.

LA MALEDIZIONE DI SUA MADRE

Le più tarde saghe scandinave descrivono chiaramente Ivarr come ‘mancante di ossa’.
Il poema Hattalykill della metà del XII secolo riporta che fosse ‘del tutto privo di ossa’.
Nella saga di Ragnarr, il soprannome di Ivarr è spiegato nel dettaglio, e anche se la spiegazione ha chiaramente le sue radici nel folklore, l’invenzione è stata probabilmente costruita per spiegare una disabilità che non poteva essere logicamente comprensibile.
Secondo la saga di Ragnarr, la mancanza di ossa in Ivarr è il risultato di una maledizione. Sua madre Aslaug era la seconda moglie Ragnarr e aveva poteri di stregoneria e di veggenza. Avvertì il suo nuovo marito, che avrebbero dovuto aspettare per tre notti prima di consumare il loro matrimonio:

Queste tre notti noi dovremo,
anche se insieme, passare
separati nella sala,
per poi sacrificare al santo dio;
così un danno non dovrà subire
irreparabile il mio bambino
ma se tanto impaziente tu sarai
nel generarlo, nascerà senz’ossa.

(Saga di Ragnarr, Capitolo 6, Iperborea)

Ragnarr si rifiutò di credere alla maledizione ed immediatamente fece l’amore con la sua nuova moglie. Il risultato dell’unione prematura fu Ivarr, che nacque effettivamente senza le ossa, con ‘solo come della cartilagine, dove le sue ossa avrebbero dovuto essere’. In realtà, è probabile che egli fosse affetto da una malattia genetica. Secondo le saghe, Ivarr crebbe senza essere in grado di camminare e doveva essere portato ovunque su pali o sul retro di uno scudo.

SOPRAVVIVERE

Potrebbe sembrare probabile che, nel IX secolo, un bambino disabile o deforme sarebbe stato ucciso al momento della nascita. Tuttavia, poiché Ivarr fu un principe danese ed un figlio maggiore, non era irragionevole supporre che egli sarebbe sopravvissuto.
Secoli prima, un altro erede disabile era sopravvissuto contro le avversità. A Sparta all’inizio del secolo V a.C. Agesilao, che era nato zoppo, non fu ucciso poco dopo la nascita, come era consuetudine per i bambini disabili, ma gli fu permesso di vivere e divenne re.

SAGGEZZA E FORZA DELLA PARTE SUPERIORE DEL CORPO

Allo stesso tempo in cui descrivono la disabilità fisica di Ivarr, le saghe norrene sottolineano la sua straordinaria sapienza. Mentre il fratello Ubbe è identificato come avente una grande forza fisica e coraggio, la destrezza mentale di Ivarr è sempre esaltata. Egli è anche riconosciuto come dotato di straordinaria astuzia, ed è descritto come un maestro di strategia e tattica in battaglia. Più si pensò fosse potente la sua mente, più la sua debolezza fisica fu sottolineata.
Tuttavia, la disabilità Ivarr non sembra gli abbia impedito di lottare.
Infatti, la saga di Ragnarr sottolinea la resistenza della sua parte superiore del corpo, che suggerisce una quasi sovrumana forza alludendo a poteri di stregoneria. In una battaglia contro il re di Svezia Eysteinn, Ivarr avrebbe garantito la vittoria sconfiggendo una mucca stregata di nome Sibilja. Nella saga, ordina ai suoi uomini di portarlo verso la terribile bestia, che acceca scagliandole contro due frecce da un arco lungo grande come un tronco d’albero, che tende come se si trattasse soltanto di un debole ramo di olmo.

LA MORTE DI RAGNARR

Le saghe ricordano di come, durante una delle sue tante incursioni lungo la costa d’Inghilterra, le navi di Ragnarr naufragarono, ma egli ed il suo esercito riuscirono a sbarcare. Gli mosse contro l’esercito di re Ella di Nothumbria, che grazie alla superiorità numerica lo sconfisse e lo fece prigioniero, per poi ucciderlo in una fossa di vipere.

Cinquantuno battaglie
ho dunque sostenuto,
purchè mi portassero fama,
e a molti io recai danno:
mai io avrei immaginato serpenti
alla fine della mia vita;
accade molto spesso
quel che meno ci s’aspetta.
Strepiterebbero i porcellini,
celando nella terra il grugno,
se conoscessero la sorte del verro;
s’avvia a straziarmi la serpe,
strisciando repentini
mi hanno morso i serpenti;
sarò all’istante cadavere,
fra i rettili morirò.

(Saga di Ragnarr, Capitolo 15, Iperborea)

LA CONQUISTA VICHINGA

All’inizio del IX secolo, vichinghi dalla Norvegia e alcuni dalla Danimarca si stabilirono in Scozia, in una zona che comprende le isole settentrionali, occidentali e parti del continente.
Dalla metà del secolo, questo territorio fu governato da una potente e nuova, dinastia reale. Nella seconda metà del secolo, questa dinastia pose la sua sede a Dublino, muovendo guerra ai re irlandesi, controllando la maggior parte delle attività vichinghe in Irlanda ed imponendo la sua sovranità e il suo tributo nella terra dei Pitti e nella Strathclyde, in Scozia.
Quando gli invasori inizialmente se ne impossessarono nel 841 d.C., Dublino era un centro monastico.
Gli annali irlandesi contemporanei riportano che i vichinghi istituirono un longphort, un accampamento di navi, a ‘Dubhlinn’. Questo accampamento durò 61 anni, fino al 902, quando gli invasori furono cacciati dalle forze combinate del re di Brega a nord e del re di Leinster a sud.
I longphort vichinghi erano circondati da grandi banchi di terra, ma consentivano accesso diretto al mare, aspetto fondamentale per la flotta. Doveva essere stato molto grande, dato che, in un solo anno, nel 849 d.C., fu in grado di far fronte alla perdita di 1000 combattenti e all’arrivo simultaneo di una flotta di 140 navi da guerra. Era anche la casa dei leader politici, commercianti, artigiani e le loro famiglie.
Nel 853 d.C., Ivarr Senz’ossa arrivò a Dublino e, con Olaf il Bianco (in norreno, Amlaíb), che era norvegese, assunse la sovranità di questo insediamento.

L’INARRESTABILE SUCCESSO

L’anno 865 d.C. vide la più grande invasione delle isole britanniche della storia. In questo anno, secondo le Cronache Anglosassoni ‘un grande esercito pagano entrò in Inghilterra’.
Era un esercito di danesi, una potenza vichinga fino ad allora mai vista in forza e numero, che si muoveva attraverso il territorio con una velocità spaventosa ed un successo inarrestabile.
Guidato da Ivarr e dai suoi fratelli Halfdan e Ubbe, questa fu la prima invasione vichinga della terraferma britannica volta alla conquista piuttosto che al saccheggio. Il suo impatto fu devastante.
All’interno della tradizione delle saghe scandinave, la ‘grande invasione pagana’ fu il risultato del desiderio personale di Ivarr e dei i suoi fratelli di vendicare la morte del padre.

LA SCONFITTA DELLA NORTHUMBRIA

I vichinghi sbarcarono sulla costa dell’Est Anglia. Re Edmund, il governatore locale, acquistatò la pace per il suo regno fornendo agli invasori cibo, cavalli e quartieri per inverno. Ivarr portò poi il suo esercito, forse rafforzato da vichinghi provenienti dalla Francia, a nord lungo la vecchia strada romana attraversando l’Humber, nel regno di Northumbria.
Il 1° novembre 866, approfittando di una guerra civile che imperversava tra Ella ed il suo rivale Osbert (che potrebbe essere stato suo fratello), l’esercito vichingo occupò la capitale York (Jorvik) in un attacco a sorpresa, incontrando poca resistenza . Gli invasori cominciarono quindi a costruire le difese di York, per appropriarsene.
In Northumbria furono messe da parte le divergenze interne per unirsi contro il nemico comune, ed il 23 marzo 867, le forze combinate di Osbert ed Ella tentarono di riprendere York.
Furono pesanetemente sconfitti dai danesi. Osbert venne ucciso in battaglia ed Ella fu messo a morte.

L’ESECUZIONE DI ELLA

Le modalità della morte di Ella ha generato enorme dibattito tra gli studiosi del periodo. La sua esecuzione è descritta in dettaglio nelle fonti scandinave, nell’ Episodio dei figli di Ragnarr si riporta di come il rituale dell’aquila di sangue consistette nello staccare il costato dalla spina dorsale, per far fuoriuscire i polmoni a formare come due ali d’aquila.
La pratica è stata respinta da alcuni accademici che sostengono sia interamente basata sul folklore, e che le descrizioni siano il risultato di traduzioni errate.
Tuttavia, il fatto che il termine ‘aquila di sangue’ sia esistito come concetto significativo nel vocabolario norreno indica che si trattava di una forma rituale di uccisione a sé stante.
Il devastante attacco di Ivarr sulle isole britanniche può quindi essere visto nel contesto di filiale vendetta, e l’esecuzione cruenta di Ella come il culmine di questo impulso.
Quello che rimase della corte reale di Northumbria fuggì a nord, e Ivarr pose Egbert I come re fantoccio di Northumbria. Era poco più di un esattore delle tasse per i danesi, aiutava a portare loro maggiore ricchezza e sottolineava il loro potere.

LA CONQUISTA DELLA MERCIA: 867-870 d.C.

Secondo le Cronache Anglosassoni, il ‘grande esercito pagano’ di Ivarr mosse a sud da Dublino nel 868 e pose i propri quartieri invernali in Mercia, a Nottingham. L’arrivo dei vichinghi costituì la prima minaccia registrata nell’entroterra della Mercia.
L’attrazione principale di Nottingham per i danesi era la sua posizione difensiva. Occupare il suolo al di sopra del Trent nel punto più basso in cui si poteva facilmente guadare, comportava il comando di due delle principali vie tra Mercia e di Northumbria.
Burgred, re di Mercia chiese aiuto ad Ethelred, re del Wessex e suo fratello ed erede Alfred.
Gli eserciti combinati di Mercia e di Wessex si posizionarono dinanzi ai danesi; Ivarr capì che era in inferiorità numerica e non poteva sperare di vincere una battaglia. Confidava invece nella sua astuzia per garantire una pace, il Trattato di Nottingham, che permettesse al suo esercito di districarsi da quella posizione.
Enrico di Huntingdon, scrivendo quasi 250 anni dopo, ha descritto la risposta di Ivarr:

Ingwar [Ivarr] poi, vedendo che la forza di tutta l’Inghilterra era lì raccolta, e che il suo ospite era il più debole, ed era lì rinchiuso, andò con buon parole – volpe astuta che era – ed ottenne la pace e la fiducia degli inglesi. Poi tornò a York, e risedette lì per un anno con tutte le crudeltà.

Sotto la copertura di questa pace, Ivarr invase nuovamente la Mercia con il suo esercito e suo fratello Ubbe Ragnarrson, e, nel 870, conquistò il regno di Est Anglia nella battaglia di Haegelisdun (probabilmente Hellesden, in Bradfield St Clare, Suffolk).

L’ESECUZIONE DI EDMUND

Ivarr è anche ritenuto responsabile della brutale esecuzione di re Edmund nel piccolo villaggio di Hoxne, che fonti successive inglesi posero sullo stesso piano al martirio di San Sebastiano, con assai probabile volontà di propaganda.
Nella sua Vita di Sant’Edmund, il monaco francese del X secolo Abbone di Fleury ha scritto:

Hingwar [Ivarr] poi con arroganza ordinò alle sue truppe che dovevano, tra tutti, prendere solo il re, che aveva disprezzato il suo comando, e subito legarlo.

Quando arrivò Hingwar, Edmund il re era all’interno della sua sala, memore del Salvatore, e gettò via le sue armi, desideroso di imitare l’esempio di Cristo … Poi quegli uomini malvagi legarono Edmund e vergognosamente lo offesero e picchiarono con bastoni, poi portarono il re fedele ad un albero e lo legarono ad esso saldamente, lo flagellarono a lungo con la frusta, e tra i colpi invocava sempre con vera fede Gesù Cristo.

Allora i pagani si arrabbiarono follemente a causa della sua fede, perché chiamò Cristo per aiutarlo.
Gli scagliarono contro frecce, per il loro divertimento, fino a quando fu riempito da tutti i loro colpi, come le setole di un porcospino, nella stessa maniera di San Sebastiano. Quando Hingwar, il marinaio malvagio, vide che il re nobile non rinnegavaa Cristo, ma con fede incrollabile continuava ad invocarlo su di lui, ordinò agli uomini di decapitarlo, e i pagani lo fecero.
Infatti, mentre ancora invocava Cristo, i pagani gli tagliarono la testa con un solo colpo, e la sua anima partì con gioia verso Cristo.

Dopo quel ‘colpo’ il fratello di Edmund, Edwold, fuggì a Cerne Abbas nel Dorset e diventò un eremita; la dinastia reale dell’Est Anglia scomparve per sempre.

I VICHINGHI NEL WESSEX

Nel frattempo, secondo le Cronache Anglosassoni, i vichinghi…

…attraversarono tutto il territorio. Distrussero tutte le chiese che raggiungevano; allo stesso tempo arrivarono a Medhamsted [Peterborough], bruciarono e distrussero, uccisero l’abate ed i monaci, e tutto ciò che trovarono.

Ivarr poi tornò a York, probabilmente lasciando l’esercito vichingo sotto il controllo congiunto dei suoi fratelli Halfdan e Ubbe.
Essi procedettero ad attaccare il Wessex. Seguendo il Tamigi fino a Reading, fecero della città il loro quartier generale, dopo una lotta. Siccome le Cronache Anglosassoni furono scritte nel Wessex, sappiamo cosa successe in alcuni dettagli. Ad esempio, il cronista definisce i capi vichinghi un insieme di signori della guerra, alcuni dei quali si definivano re, altri che non hanno avuto il sostegno o l’ambizione di essere più che jarl.
Ethelred morì, e Alfred (più tardi conosciuto come ‘il Grande’) continuò la sua campagna.
Ci furono almeno nove scontri che il cronista considerò degni del nome ‘battaglia’, oltre a numerose incursioni minori montate dalle forze del Wessex per molestare o respingere l’attacco dei danesi. Entro la fine del 870, i vichinghi, avendo perso un re e nove jarl, erano disposti a fare la pace.
Ivarr invece intraprese una guerra in Scozia.

L’ASSEDIO DI DUMBARTON ROCK

In questa impresa, fu raggiunto da Olaf il Bianco, il suo co-reggente a Dublino. Questa non fu la prima volta di Olaf in Scozia, vi portò un esercito per saccheggiare con delle incursioni nel 866.
Olaf era sposato con Aud Mente Profonda, la cui famiglia controllava le Ebridi, e sembra probabile che molti vichinghi delle Ebridi si unirono al suo esercito. Per tre anni devastarono, saccheggiarono ed estorsero denaro sia ai pitti che ai britannici.
Nel 869, le vittime della rapacità vichinga poterono tirare un sospiro di sollievo quando Olaf tornò a Dublino per frenare gli attacchi irlandesi. Tuttavia, tornò in Scozia l’anno successivo.
Fu un duplice attacco, Olaf fece vela da Firth of Clyde con una grande flotta e Ivarr mosse in direzione nord-ovest da York. Si incontrarno a Dumbarton Rock – Dun Breatann, ‘fortezza dei Britanni’, chiamata anche Alcluith, ‘la roccia Clyde’ – l’antica capitale della Strathclyde, che comprendeva la maggior parte dell’odierno sud-ovest della Scozia. La roccaforte aveva, nel corso degli anni, resistito con successo agli attacchi di pitti, scozzesi ed angli. Tuttavia, secondo gli Annali dell’Ulster, Ivarr ed Olaf la assediarono, saccheggiarono e rasero al suolo.

BOTTINO E SCHIAVI

Il presidio fu mantenuto per 4 mesi, ma dovette cessare per l’inaridimento della fonte d’acqua.
La cittadella fu distrutta, gli invasori rimasero nella Strathclyde per l’inverno, poi tornarono a Dublino. Utilizzarono una flotta di circa 200 navi per portare via bottino e schiavi (destinati alla vendita in Nord Africa e del Medio Oriente). Artgal, il re della Strathclyde, fu fatto prigioniero e trasportato a Dublino. Richieste di riscatto furono inviate a suo figlio Rhun, che era sposato con la sorella di Costantino, capo del vicino (e molto più grande), regno di Alba. Rhun era molto ambizioso e si rivolse a Costantino, che inviò dei diplomatici con doni a Dublino, chiedendo che Artgal fosse ucciso. Ivarr accettatò la sua richiesta, lo sfortunato prigioniero fu ucciso e Rhun divenne re. Tuttavia, la caduta di Dumbarton comportò la caduta della dinastia inglese in Strathclyde ed il suo assorbimento graduale nell’evoluzione del regno scozzese.

LA MORTE DI IVARR

Nel 871, Ivarr tornò a Dublino, dove rimase come ‘il re dei Normanni di tutta l’Irlanda e la Gran Bretagna’ fino alla sua morte, avvenuta nel 873. Forse insolitamente, morì pacificamente, carico di ricchezze, apparentemente invincibile in battaglia e risolutamente pagano.
Secondo la leggenda, il corpo Ivarr fu riportato in Inghilterra su sua richiesta, e sepolto sulla costa come un talismano per prevenire ulteriori conquiste del suo regno da parte di stranieri. Raggiunse il suo scopo fino a quando Guglielmo il Conquistatore presumibilmente cercò, trovò e distrusse il suo corpo, rendendo ogni esame dei suoi resti impossibile.
Tuttavia, il professor Martin Biddle della Oxford University e sua moglie Birthe Kjølbye-Biddle credono che lo scheletro di un uomo di nove piedi scoperto durante gli scavi a Repton nel Derbyshire, in effetti, fosse quello di Ivarr Senz’ossa.
L’esame dello scheletro contraddirebbe la teoria che Ivarr soffrisse di osteogenesi imperfetta. Ma ci sono molti che sono in disaccordo con l’identificazione dei Biddle.

CIO’ CHE ACCADDE DOPO

Olaf il Bianco partì verso la Norvegia e la sua eredità dopo la vittoriosa presa di Dumbarton Rock.
Successore di Ivarr come sovrano di Dublino fu suo fratello Halfdan, che poi tornò in Inghilterra.
Qui ottenne grande successo militare, impossessandosi del regno di Mercia nel 874.
Dominazioni ed insediamenti vichinchi su larga scala erano ormai inevitabili nelle Midlands orientali e nel nord. Dal 876, i danesi si ripartirono i terreni in Northumbria, includendo gli odierni Yorkshire e Lancashire.
Chi sostituì Halfdan a Dublino è sconosciuto, ma non ebbe molto successo. Il dissenso tra i diversi clan vichinghi diede gli irlandesi la possibilità di riconquistare Dublino nel 902.

ANCORA IN VITA?

Forse Ivarr in realtà non morì nel 873, ma incontrò la sua fine cinque anni dopo.
Il cronista del Libro di Hyde (XIV secolo) riporta che Ivarr, che egli chiama ‘Hingwar’ annegò a Hungerford (‘Hingwar’s Ford’), nel Berkshire, mentre era sulla via per incontrare i Sassoni nella battaglia di Ethandun, detta essere vicino Eddington (anche se il luogo della battaglia è quasi certamente Edington nel Wiltshire). Questa fu l’ultima vittoria decisiva per i Sassoni, Alfredo il Grande confinò per sempre i danesi nel sud dell’Inghilterra.

DI COSA SOFFRIVA VERAMENTE IVARR?

Alcuni studiosi hanno sostenuto che ‘inn beinlausi’, ovvero ‘senza ossa’ o ‘senza gambe’, si tratti di un errore di traduzione di testi precedenti riferito a ‘inn barnlausi’, ovvero ‘senza figli’.
Ciò è stato visto come una possibile allusione all’impotenza di Ivarr, o come un riferimento ai serpenti (la sua famiglia era fortemente associata con i serpenti nella tradizione norrena).

UNA NUOVA DIAGNOSI

Tuttavia, un’ipotesi è stata quasi del tutto ignorata da quando è stata per la prima volta formulata nel 1949. Nel suo libro ‘L’Osteogenesi Imperfetta: Uno studio delle caratteristiche cliniche e di eredità sulla base di 55 famiglie danesi’, Knud Seedorf ha scritto:

Dei personaggi storici l’autore sa di uno solo dei quali abbiamo un vago sospetto che soffrisse di osteogenesi imperfetta, vale a dire Ivar Benløs, figlio maggiore del leggendario re danese Regnar Lodbrog. E’ riportato che avesse le gambe molli come la cartilagine ( ‘mancava di ossa’), tali che egli non era in grado di camminare e doveva essere portato in giro su uno scudo.

La diagnosi di osteogenesi imperfetta, più comunemente nota come malattia delle ossa fragili, stona con l’immagine del guerriero vichingo comunemente accettata. Essa suggerisce che l’uomo che ha guidato la grande invasione pagana delle isole britanniche, forse il maggior successo di tutti i leader vichinghi, fosse, infatti, disabile, incapace persino di camminare. Tuttavia, vi è abbondanza di prove nelle saghe che supportano la conclusione di Seedorf, ma fino ad ora è stata decisamente ignorata.

FORZA

Per molti, le storie di Ivarr relative ad una straordinaria forza della parte superiore del corpo sono state sufficienti a contraddire la teoria che soffrisse di osteogenesi. Come potrebbe qualcuno in quelle condizioni sviluppare una tale forza nelle braccia? Ma secondo il dottor Colin Paterson, fondatore della Brittle Bone Society, non è insolito che solo le ossa delle cosce e delle gambe siano fragili e deboli, mentre quelle delle braccia siano sane. Chi soffre di tale disabilità è spesso in grado di sviluppare una tremenda forza nella parte superiore del corpo.
Inoltre, le forme meno estreme di osteogenesi imperfetta (tipo 1 e 4) non necessariamente si traducono in deformità fisica. È perfettamente possibile per chi soffre di sembrare persone normali o leggermente ridotte in altezza, mancando semplicemente dell’uso delle gambe, come nel caso di Ivarr.

FONTI
“Saga di Ragnarr – Traduzione dall’islandese antico e introduzione di Marcello Meli”
“In the footsteps of Ivarr the Boneless” Channel 4 history
Scritto da Nicola “Surtr” Fin