hafrsfjord (1)La battaglia di Hafrsfjord è stata il punto di svolta cruciale per la storia dell’intera Norvegia. La sua data (872 d.C.) è puramente indicativa, in quanto non ci sono fonti storiche che indichino con precisione l’anno in cui è stata combattuta; l’esatta collocazione temporale è ancora oggi fonte di dispute. Nel 19° secolo lo storiografo Keyser studiando l’Heimskringla cominciò a contare gli inverni a ritroso (al momento della scrittura dell’opera non era ancora stato introdotto il calendario cristiano, di conseguenza venivano contati gli inverni) a partire dalla battaglia di Svolder, avvenuta nell’anno mille, arrivando a datare la battaglia di Hafrsfjord nell’872. Novant’anni dopo lo studioso Halvdan Koht, usando lo stesso metodo di Keyser, attaccò l’affidabilità della saga e ne concluse che la battaglia avvenne circa nel 900 d.C., data che fu ritenuta più veritiera dagli studiosi della materia per i cinquant’anni a venire, fino a quando nel 1970 la studiosa di storia Ólafia Einarsdóttir confermò la tesi di Keyser collocandola tra l’870 e l’875 d.C.

L’unica fonte scritta che parla ampiamente della battaglia è l’Heimskringla, composta da Snorri Sturluson oltre tre secoli dopo l’evento. Ciononostante le varie saghe che affrontano seppur leggermente l’argomento concordano tutte nei dettagli.

the-viking-naval-battle-of-hafrsfjord-872-adCon la morte di Halfdan il nero, il figlio Harald Bellachioma ereditò il Vestfold, territorio a sud della Norvegia, punto strategico per via delle principali rotte commerciali che lo attraversavano, perché vi si trovava la grossa città commerciale di Kaupang e perchè era il primo punto di approdo avvicinandosi da sud via mare. La fertile terra attorno al Vik diede a Harald un grosso vantaggio sui suoi avversari. E lui non attese molto: i territori rivali vennero conquistati dal re eliminando uno ad uno gli jarl norvegesi, accaparrandosi i piccoli regni dell’Uppland, Trondelag, Maera, Halogaland, Raumsdale e Naumdale. La crescente potenza economica e militare di Harald costrinse all’esilio forzato gran parte della popolazione che abitava quelle terre, in quanto non accettavano la sovranità del re norvegese. Ma alcuni tra gli uomini più forti rimasero e formarono una fazione ribelle. I capitani di queste fazioni secondo le saghe erano: re Eirik di Hordaland; re Sulke di Rogaland e suo fratello Earl Sote; Kjotve il Ricco, re di Agder, e suo figlio Thor Haklang, e dal Thelemark due fratelli, Hroald Hryg e Had il Duro. A quel punto ad Harald giunse notizia della resistenza che stava via via formandosi, e non perse un attimo. Partì verso sud lungo la costa e radunò con se gente da ogni distretto che attraversava. Quando re Eirik seppe dei movimenti del nemico si mosse a sua volta verso sud e si radunò con gli altri ribelli a nord di Jadar. Insieme entrarono nell’Hafrsfjord, dove Harald li attendeva con il suo esercito. La battaglia ebbe inizio. Non si sa qual’era l’entità delle forze in campo, ma quello che è certo è che viene ricordata come la battaglia più grande e dura combattuta dal re norvegese. Il primo giorno di lotta fu suo, ebbe la meglio su re Eirik e re Sulke, nonché su suo fratello Earl Sote.

3635b098964ff1701dcb1d5f9777d816Nonostante fu combattuta in mare non assunse quasi mai le caratteristiche di una battaglia navale. Le frecce giocarono un ruolo decisamente marginale nella vicenda, che si risolse con una serie di abbordaggi. Il più importante senza dubbio è stato quello tra la nave di Harald e di Thor Haklang il quale era un grande berserk. Nella prima linea della nave di Harald c’erano uomini disarmati, e nascosti dietro di loro dodici Ulfhednar pronti a colpire. La strategia del re era di riuscire ad avvicinarsi indisturbato alla nave di Thor, una delle figure chiave della resistenza. Quando le navi si toccarono Harald diede l’ordine di attacco e i suoi Ulfhednar, sui quali il ferro delle armi non ha effetto, colsero di sorpresa Haklang (uccidendolo per primo) e in seguito sterminarono tutto il suo equipaggio. Eliminando la parte mistica del racconto, si può vedere come la monarchia sia riuscita a mettere insieme, addestrare e impiegare una squadra d’elite la cui forza venne considerata soprannaturale. Nonostante la strategia molto semplice Harald vinse la battaglia. Kjotve il Ricco si spostò su un’isoletta dove si era radunata un po’ di resistenza, ma i suoi uomini in seguito fuggirono di lì, chi via nave, chi via terra e a lui non restò altro da fare che fuggire a sud attraverso il Jadar.

Sverd-i-fjellLa battaglia di Hafrsfjord e la conseguente vittoria del re Harald Bellachioma, segnano l’inizio dell’unione della Norvegia sotto il controllo di un unico sovrano. Ma la vittoria di Harald segna l’inizio anche di un altro avvenimento storico, e cioè della massiccia migrazione della popolazione norvegese verso l’Islanda, le isole Faeröer, le Orcadi e le Ebridi. Ma queste isole non erano del tutto disabitate prima dell’arrivo degli esuli, vi si trovavano infatti alcuni eremiti irlandesi fuggiti a causa delle precedenti scorrerie dei vichinghi norvegesi in terra d’Irlanda, ma questa volta la migrazione vichinga avvenne per motivi di colonizzazione e quindi con scopi pacifici.

Un primo monumento chiamato “Haraldshaugen” fu eretto nel 1872 nell’Haugesund (Norvegia) per commemorare la battaglia vinta da Harald, mente nel 1983 Fritz Røed eresse un secondo monumento a Møllebukta nell’Hafrsfjord, inaugurato da re Olav V di Norvegia. Questo monumento, chiamato “Sverd i Fjell” (letteralmente: Spade nella roccia), consiste in tre gigantesche spade di bronzo alte circa 10 metri infilate nella solida roccia. La spada più grande rappresenta il re Harald Bellachioma. Tutto il monumento è un ricordo dell’epica battaglia combattuta, e anche un segno di pace in quanto le spade sono ben piantate nella roccia e non verranno mai più usate.

 

FONTI:
“Viking Hersir 793-1066”, Mark Harrison, Osprey
“The Vikings”, Else Roesdahl, Penguin Books
“Heimskringla or the Chronicle of the Kings of Norway”, Snorri Sturluson, IndyPublish
“I Vichinghi”, Johannes Brøndsted, Einaudi